Ha sempre ragione papà. L’equitazione, sport da pazzi

Ha sempre ragione papà. L’equitazione, sport da pazzi

Ogni volta che si cenava insieme a casa ed io finivo per tediare tutti con i racconti delle mie vicende equestri, dopo massimo 8 minuti mio padre finiva per sbuffare, buttare gli occhi al cielo e dichiarare che tutti i praticanti l’equitazione per lui erano (sono) dei gran cretini. Anzi, dei cretini pazzi da legare.
Una sera, quando al tavolo avevamo anche alcuni ospiti dei miei genitori, ascoltavo i loro discorsi e sentivo mio padre raccontare di una persona incontrata per lavoro che oltre ad essere un poco di buono a suo avviso era un ‘cretino patentato’, anche un po’ matto. Non mi sembrava vero di poter intervenire e quindi interruppi i loro discorsi per chiedere:
‘Papà ne deduco che di cretini ce ne siano anche nei vostri ambienti. O questo signore per caso va a cavallo?’
La risposta fu prontissima:
‘Al momento no, ma considerando il quoziente intellettivo dell’individuo non mi stupirebbe se fosse il suo sogno nel cassetto e nemmeno se a breve vi si dedicasse anima e corpo!’
Oggi, 25 anni dopo, lo sento dire la stessa cosa, ma gli devo dare ragione. L’equitazione è una sport per masochisti psicolabili per giunta cretini.
Non soffermiamoci sul lato economico che già basterebbe ad avvallare la tesi, non parliamo dell’equitazione come inesauribile fonte di frustrazioni e nemmeno di quanto sia uno sport capace di arricchire generazioni di ortopedici. Questo sarebbe scontato. Parliamo invece di tutto quello che un poveraccio colpito dal virus della passione equestre deve fare per poter svolgere questa subdola attività sportiva.
Chi gioca a golf si compra le mazze, la sacco, i pantaloni da professional, le scarpe coi chiodini (spero si dica così) e magari per fare lo sborone anche un cart. Una volta in regola con la quota sociale del suo circolo, il giorno che decide di giocare, sale sulla sua lussuosa macchina e si reca al Golf Club e con grande semplicità GIOCA.
Chi va a cavallo oltre a stivali e pantaloni, oltre a doversi bardare come per andare in guerra con speroni, frustino, casco e body protector (già ad uno normale viene da dire basta), oltre a tutti i finimenti deve comprare IL CAVALLO!
Saltiamo a piè pari il noioso capitolo sull’acquisto del cavallo per analizzare il lato pratico della questione.
Una volta pagato il cavallo ecco l’amara scoperta. Gli adempimenti per il passaggio di proprietà fanno rimpiangere l’acquisto a chiunque. E’ in questo preciso istante che il malcapitato impara a conoscere entità astratte e temibili come APA e MIPAAF. Firme, fotocopie, pagamenti, raccomandate con ricevuta di ritorno e non è mai finita. Uffici aperti solo mezza giornata la settimana ed ai quali si accede solo previa prenotazione. PERO’, il passaggio è da farsi entro 7 giorni. Praticamente impossibile visto che il venditore deve sbloccare il cavallo presso la sua APA prima che l’acquirente lo possa far registrare presso quella di sua competenza. Ma poi cosa sarà mai questa APA. Associazioni Provinciale Allevatori. Spontaneamente a chiunque verrebbe da dire ‘ma io non voglio fare l’allevatore!’ E invece non si scappa.
Arrivato in scuderia si consegna il libretto del cavallo al detentore (chi gestisce la scuderia) che si scandalizza subito e non vorrebbe nemmeno più far entrare l’animale perché si accorge che E’ MACELLABILE. A questo punto verrebbe voglia davvero di mangiarselo e farla finita, ma in un mondo di vegani è un pensiero da confessare solo al prete la domenica successiva.
E allora per non incappare in sanzioni per tutta la scuderia che altrimenti dovrebbe tenere il registro dei farmaci anche per il semplice BUSCOPAN bisogna correre a cambiare questa destinazione finale. Scarica moduli, ancora firme, ancora pagamenti e raccomandate di ritorno. Se il cavallo è inserito nel MIPAAF (cosa sarà mai si chiede la nonna presente alla lezione che viene impartita al neo-proprietario del cavallo) bisogna anche spedire il passaporto a Roma. Fai fotocopie perché ogni cavallo dovrebbe sempre avere il suo libretto e senza non può uscire dalla scuderia pena altre sanzioni. E’ più facile rogitare una casa che intestarsi un cavallo.
Lontani sono i tempi in cui ci si stringeva la mano e si tornava a casa con il libretto del proprio cavallo e fine del cinema.
NO. Adesso viene il momento di cambiare il proprietario sul libretto della Fise che dovrà poi essere rinnovato ogni anno, mentre quello internazionale ha scadenza quadriennale. Per gli internazionali bisognerà ricordarsi anche la registrazione FEI annuale di cavallo e cavaliere da pagarsi attraverso la segreteria del proprio circolo con una comoda poste pay che tanto comoda a dire il vero non è.
Attenzione poi alle vaccinazioni sul libretto che vanno fatto semestralmente e non a ridosso di un concorso.
Il poveretto proprietario del cavallo che ormai è NON DPA (altro acronimo da brividi che in soldoni significa NON PIU’ MACELLABILE) in alcuni casi è nato fortunato, per non dire ricco, ed il nonno ha pensato bene di regalargli un camion visto che all’altro nipote è stato comprato un golf cart. L’idea è che il ragazzo possa fare romantici fine settimana sul suo lussuoso van con living in compagnia della fidanzata anch’essa amazzone sfegatata. Il nonno non può sapere che dopo due eliminati in concorso la romantica alcova si trasforma nel muro del pianto.
Dopo una considerevole spesa e dopo aver preso la patente C insieme a camionisti e autisti di mezzi pubblici il giovane pensa di poter guidare il camion che al nonno è costato un rene. E invece no. Bisogna fare l’autorizzazione sanitaria del camion richiesta dalla ASL e bisogna dotarsi di patentino per ‘trasportatori di animali vivi’. Il ragazzo che è iscritto alla Bocconi quasi sviene all’idea di dover diventare un trasportatore di animali fortunatamente vivi, ma si iscrive al corso dove gli viene insegnato di non trascinare il suo prezioso cavallo sulla rampa del camion con l’ausilio di un verricello perché si potrebbe fare male. Dopo aver passato un paio di sere in compagnia di macellai e addetti allo zoo comunale il ragazzo viene in possesso della sua licenza appena prima di scoprire che per il trasporto in conto proprio su un mezzo di proprietà non ve ne era in realtà bisogno. Pazienza, magari in futuro potrebbe tornar comodo se la Bocconi non dovesse dargli gli sbocchi desiderati. Pronto a partire?
ALT. Si scopre che i due cavallini della fidanzatina non possono viaggiare sul suo camion in quanto il ministero dei trasporti lo considera senza ombra di dubbio un trasporto a scopo di lucro. E hanno ragione, anche se più di un pagamento in contante sicuramente ci sarebbe stato un pagamento in natura e questo è un comportamento sicuramente immorale e degno delle peggiori sanzioni.
Si risolve il tutto chiamando un trasportatore per la dolce fidanzata.
I cavalli sono pronti per partire per il concorso, l’iscrizione è a posto si può partire?
NO. Mentre in tutta Europa si mette in moto e si va, in Italia bisogna avere il foglio rosa digitale. Che cos’è? L’ultimo ritrovato per prevenire e combattere una possibile guerra batteriologica, epidemiologica (e chi più ne ha più ne metta) che potrebbe essere lanciata da Al Qaeda per sterminare tutta la popolazione partendo da una sorta di cavallo di troia.
Ma compilarlo è facilissimo. Bisogna registrarsi presso l’istituto di zooprofilassi ed ottenere la propria utenza, dotarsi di uno smart card reader, cercare il proprio cavallo nella BDE o nella BDN (ancora acronimi che incutono timore), conoscere persino il codice fiscale del proprietario del centro presso il quale ci si recherà, il codice stalla, ecc, ecc, ecc
Una volta constato che non si può compilare perché i cavalli risultano inesistenti nelle varie banche dati malgrado tutte le firme, i pagamenti e le raccomandate con ricevuta di ritorno si scopre che è possibile stampare un modulo cartaceo che non ci metterà al riparo da multe, ma ci permetterà, con l’aiuto di un buon avvocato, di vincere il ricorso con grande probabilità.
A questo punto la gara è saltata insieme ai nervi del ragazzo che decide di tornare a casa. In garage incontra il fratello che abbracciato alla fidanzata gli consiglia di visitare la nuova SPA del circolo di golf dove hanno appena giocato e vinto una settimana premio alle Mauritius.
Adesso ditemi se cavalieri ed amazzoni non sono davvero cretini/masochisti.

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