Zorzi e De Luca: talenti a confronto

Zorzi e De Luca: talenti a confronto

Prendi un aviere scelto e un caporal maggiore. Entrambi non ancora trentenni, entrambi trasferiti all’estero, il primo in Belgio, il secondo in Olanda. Dotali di talento, umiltà e spirito di sacrificio. Mischia il tutto e il risultato è assicurato: Lorenzo De Luca e Alberto Zorzi. Due rappresentanti azzurri impegnati nelle maggiori sfide internazionali, che non fanno che stupire o, se vogliamo abituare, il grande pubblico con la loro bella e vincente equitazione.

Alberto riunisce dentro di se tecnica, talento, modestia e simpatia”, commenta Lorenzo De Luca.
Lorenzo è un cavaliere di grande personalità. Riesce a mettersi tutti i cavalli allo stesso modo, dandogli un margine di 10 centimetri. Anche 15”, rilancia Zorzi.

Hanno molto in comune, Lorenzo e Alberto.
Stephan Conter mi ha cambiato la vita”, ha dichiarato De Luca. “Con lui ho a disposizione un parco cavalli eccezionale e vivo una realtà gestionale che fa la differenza per chi, come me, può affrontare una stagione così intensa in giro per il mondo. Abbiamo un rapporto di reciproca fiducia che si traduce in un team per me motivante. Vivere una tale realtà permette a qualunque atleta di poter mettere cuore e cervello in allenamento e sui campi gara”.

De Luca e Zorzi hanno senz’altro dietro dei validi “registi”. E se Lorenzo può contare su Stephan Conter, Alberto ammette “Per me Jan Tops è tutto”.
Nulla è lasciato al caso nella scuderia di Jan e Edwina”, racconta Zorzi. “La gestione meticolosa, la programmazione, il lavoro eccezionale dei groom, assicura dalle 4 del mattino alle 10 di sera il funzionamento perfetto di una macchina complessa che ruota intorno all’atleta cavallo”.

De Luca ha come trainer Henk Nooren, mentre Zorzi è seguito a 360 gradi da Jan Tops. “Non solo il lavoro dal punto di vista tecnico – spiega Alberto – ma anche la gestione emotiva del rapporto mi permette di portare in campo motivazione, concentrazione e serenità”.

Lavoro, sacrificio e organizzazione sembrano gli ingredienti giusti per trasformare un potenziale binomio in un “binomio da guerra”. Purché nella ricetta non manchino i condimenti: fiducia reciproca e spirito di gruppo.
Il talento da solo non basta – ha commentato Zorzi – un cavaliere, da solo, non è nulla. E’ il progetto condiviso che fa la differenza. E’ la fiducia reciproca tra cavaliere, trainer, groom e sponsor, che cambia letteralmente il nostro sport. Per questo ringrazio Jan Tops, Athina Onassis e Edwina Tops Alexander, ma anche chi mi accompagna in questo cammino ogni giorno credendo in me”.

Il segreto vero, però, sta nella mentalità. “Mi piace imparare da tutti”, ha sottolineato De Luca. “La cultura equestre non ha confini e so che dietro l’angolo c’è sempre un utile insegnamento, dalla gestione di scuderia al lavoro con i cavalli. Più vado avanti, più mi accorgo che non si smette mai di imparare”.

 

testo di Daniela Cursi

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