L’APICE chiede a Berlusconi un’inchiesta sulla Fise

VITTORIO ORLANDI, presidente dell’Associazione Proprietari Italiani Cavalli da Equitazione (APICE), in data 19 aprile ha inviato la seguente lettera al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al Sottosegretario Rocco Crimi, al presidente del CONI Giovanni Petrucci e per conoscenza alla FISE e al sen. Antonio Tomassini:

“Egregi Signori,

APICE Associazione Proprietari Italiani Cavalli da Equitazione è l’unica Associazione italiana che rappresenta, a livello nazionale ed internazionale, i proprietari dei cavalli da equitazione, è riconosciuta dalla FISE ed è componente della stessa in qualità di Aggregata.
Sulla premessa che i proprietari dei cavalli sono il motore anche finanziario dell’equitazione italiana, senza i quali la Federazione non avrebbe possibilità di esistere, APICE negli ultimi mesi ha dovuto assistere ad una serie di esternazioni, da parte di soggetti certamente titolati a farlo (in quanto componenti del Consiglio Federale o titolari di cariche federali), relative al comportamento ritenuto illecito da parte degli attuali organi apicali della Federazione quali il Presidente Avv. Andrea Paul Gross, il Segretario Generale sig. Sergio Bernardini con, a volte, l’avallo di alcuni componenti del Consiglio Federale.

“In particolare, ci si riferisce ai fatti contenuti nel:

– l’interrogazione parlamentare proposta dal Sen. Luigi d’Ambrosio Lettieri in data 23 febbraio 2010 e rimasta priva di alcun riscontro (doc. 1);

– la lettera di denuncia del consigliere federale Vittorio Garrone del 26 marzo 2010 indirizzata all’On. Rocco Crimi, al Sen. Antonio Tomassini e per conoscenza al dott. Giovanni Petrucci e rimasta priva di alcun riscontro (doc. 2);

– la lettera di denuncia del consigliere federale Giovanni Bonomelli del 30 marzo 2010 indirizzata all’On. Rocco Crimi, al Sen. Antonio Tomassini, al dott. Giovanni Petrucci e per conoscenza al Sen. Luigi d’Ambrosio Lettieri e rimasta priva di alcun riscontro (doc. 3);

– parere della Commissione Etico Morale della FISE in data 15 marzo 2008 (doc. 4) nella quale si evidenziava uno scorretto comportamento dell’attuale Presidente della FISE Avv. Andrea Paul Gross e del padre dello stesso Cav. Adolfo Paul Gross, Presidente a sua volta del Comitato Regionale Toscano della FISE, per aver operato in conflitto di interessi con l’ente da loro rappresentato, locando alla FISE, tramite una società loro facente capo, un immobile da adibire a sede del Comitato Regionale, incassando canoni dalla FISE per la locazione della detta sede del Comitato Regionale Toscano della FISE senza dichiarare la loro proprietà dell’immobile: ad oggi non si ha notizia di alcun provvedimento in merito ed, anzi, l’immobile è ancora attualmente condotto in locazione dalla Federazione;

– la notizia di stampa (doc. 5), peraltro confermata dall’interessato, in base alle quali l’attuale Presidente si sarebbe fatto pagare, pressoché unico nel panorama sportivo italiano, un compenso su base annuale di € 150.000,00 dichiarando pubblicamente alla stampa, contrariamente al vero, che tale compenso (definita indennità quando è noto che l’indennità rappresenta solo un sostitutivo di un guadagno perso e non un compenso a forfait) gli era stato assegnato dall’assemblea che, invece, mai ha provveduto a simile assegnazione. Peraltro le indicazioni del CIO, in materia, sono per l’obbligatoria natura onorifica della carica, per il che il pagamento parrebbe indebito;

– l’esonero, con un elevatissimo costo per la Federazione, del Direttore Sportivo Prof. Marco Danese, soggetto unanimemente apprezzato, solo in quanto non in sintonia con l’operato del Segretario Generale (doc. 6);

– la lettera a firma di cinque componenti del Consiglio federale e di tre Revisori dei Conti indirizzata al dott. Rocco Crimi, al dott. Giovanni Petrucci e all’avv. Andrea Paul Gross in data 8 febbraio 2010, riguardante varie irregolarità commesse dalla attuale dirigenza nella redazione del bilancio della FISE chiuso al 31 dicembre 2008, lettera anch’essa rimasta priva di alcun riscontro (doc. 7).

“Di tali incresciosi fatti, né APICE né i proprietari né gli affiliati e/o i tesserati hanno mai avuto alcun chiarimento da parte della Federazione, né risulta sia mai stata fatta luce sui citati gravi episodi che si paventa siano accaduti.

“Tanto sopra premesso, APICE chiede pubblicamente che gli enti a ciò preposti vogliano istituire una commissione d’inchiesta ovvero indagare sugli episodi denunciati rendendo pubblici i risultati conseguiti e le eventuali iniziative assunte anche per evitare gravi danni ai tesserati ed al mondo dell’equitazione di cui un parte importante é rappresentata dalla nostra Associazione.

“In particolare, i proprietari dei cavalli da equitazione, che investono ingenti somme a favore dello sport italiano, sono disorientati ed increduli ed attendono che venga loro fatta chiarezza per poter continuare ad investire e credere nell’equitazione italiana ed in uno sport pulito e disinteressato.

“Distinti saluti

Cav. Vittorio Orlandi

presidente dell’APICE

 

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