Cholla, il cavallo artista
Parlando di arte, si entra in un mondo unico, con schemi e possibilità infinite o quasi. Solo in questo ambito si possono accettare, come personaggi eminenti, animali di varie specie.
Dopo aver ammirato opere astratte di scimpanzè e autoritratti di elefanti, non sorprenderà eccessivamente scoprire che l'autore di queste opere altri non è che un cavallo, per la precisione un mustang del Nevada chiamato Cholla: anzi è addirittura tra i quattro animali artisti più quotati al mondo!
A quanto dichiara chi lo ha visto lavorare, il cavallo non è stato sottoposto a nessun addestramento specifico; fornendogli tela e colori, l'animale si ingegna per intingere il pennello nella pittura e per disegnare, tutto utilizzando solo la bocca.
I dipinti di Cholla sono stati esposti in Usa da New York a S. Francisco. Nel 2008 ha ricevuto una menzione d'onore al Premio Arte Laguna, pur avendo davvero messo in crisi gran parte della giuria nel momento in cui si è reso noto chi fosse l'artista.
Il pubblico stesso apprezza queste opere, pur senza sapere che l'artista è un quadrupede. Il caso fa discutere scienziati e critici d'arte. L'etologo Mainardi , dopo aver esaminato i quadri e il filmati registrati durante la creazione, ritiente che non vi sia alcuna coercizione e che anzi il cavallo appaia felice durante l'attività.
Sottolinea inoltre quanto difficile debba essere per un animale così grosso e semiselvaggio, utilizzare la concentrazione necessaria quantomeno a non buttare all'aria il cavalalletto, figuriamoci a utilizzare il pennello. Lo stesso Mainardi vede nei suoi comportamenti una certa intenzionalita: è stato molto sopreso ad esempio dallo spezzone in cui il cavallo si sistema in bocca il pennello prima di cominciare a disegnare.
Nessuno tra coloro che lavorano con Cholla si è mai espresso su cosa siano questi lavori...è Arte? Rispondono di essere troppo coinvolti per esprimesi ma così parla Renee Chambers, proprietaria del cavallo: “Cholla è 'naturale' ed istintivo per definizione, i suoi segni sono primitivi, non sta imitando nessun artista, e questo è.. molto apprezzabile. Se non è arte, ci piace pensare che possa aiutarci a lanciare uno sguardo nell’inconscio e nel conscio dell’animale – probabilmente è un cavallo che cerca di comunicare con noi giocando, ed il risultato è qualcosa che alla gente piace. E’ sorprendente, è bello, è una favola contemporanea."
"L’opera va considerata in funzione dell’azione, capace di realizzare un prodotto che è portatore di emozioni, che né cavallo né uomo mai potranno controllare," dice il critico d’arte Viviana Siviero. “Pollock, al cavalletto, preferiva il muro o il pavimento, per avere l’opposizione di una superficie dura. Cholla è più impressionista, se non altro nei modi: trova ispirazione all’aria aperta, in prossimità di un cavalletto portatile!".
La questione è più che mai aperta e controversa: per farsi un'opinione personale potrebbe essere interessante andare a vedere dal vivo i 30 acquarelli che saranno esposti negli spazi di Giudecca 795 ad ArtFair in Open City, al Palazzo dei congressi di Roma dal 3 al 5 aprile 2009.
Giudecca 795 ha inoltre in programma una mostra personale per Cholla: si svolgerà dal 24 aprile al 24 maggio 2009 a Venezia.
Per ulteriori informazione:


















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