SUPERSTIZIONE E MANEGGIO

Dovete sapere che la gente che frequenta circoli ippici ha una serie di credenze mistiche e di riti segretissimi che si tramandano di generazione in generazione, solo dopo un patto di sangue, che servono a scacciare la sfiga. A giudicare dai riti scaramantici che si eseguono immagino che la gente creda che se esista un demonio da qualche parte,  bè, questo vivrà sicuramente in un maneggio.
Alcune tra le più note? Eccole:
•    Mai e ripeto MAI utilizzare qualcosa di nuovo in gara. Il perché è andato perso nella memoria dei tempi, ma è una di quelle credenze universali. Una di quelle che quando la senti per la prima volta ti terrorizza perché l’eletto scelto per passarti questo mistico segreto terminerà sempre il racconto con: “inenarrabili sciagure a te se osi sfidare la sorte per sfoggiare qualcosa di nuovo in gara!!!” (io per esempio ho un paio di pantaloni con tanto di cartellino attaccato nella mia valigia che si fa un viaggio ad ogni gara ma non ho mai il coraggio di indossare)
•    Il numero delle treccina che fai alla criniera del tuo cavallo deve essere dispari. E qui già nascono i primi dubbi e incertezze: ma è il 13 o il 17 che porta male, perché conviene evitare di farle pari a uno di quei due numeri. E poi son dispari con il ciuffo da unicorno sulla fronte o senza? Mah! L’oracolo del maneggio ancora non mi ha fornito una risposta, quindi me ne sbatto e ne faccio quante me ne vengono.

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IL CONCORSO

Il concorso dovrebbe essere un momento di verifica, serve a dimostrarti se hai lavorato bene con il tuo cavallo e ti deve insegnare a gestire l’emozione e la competitività. L’equitazione non è uno sport di squadra, ma si tratta di binomi, o di terzetti se si aggiunge l’istruttore.  Nell’ideale collettivo si pensa che tutto il maneggio di appartenenza auguri al partecipante di ottenere i migliori risultati possibili cosicchè possa costituire motivo di vanto per tutto il circolo e possa favorire lo spirito di gruppo. Ma la realtà è ben diversa, ogni ‘in bocca al lupo’ o ‘buona fortuna’ cela le peggiori iatture immaginabili. E non solo in merito al concorso, proprio in generale nascondono auguri di sfracellamento (in camion per il cavallo o magari in gara, per farne fuori due in un colpo solo). È tu, nel tuo piccolo, conscio di ciò che accade, ti prepari addobbandoti con cornetti antisfiga, talismani e quant’altro, diventi il più fedele praticante della tua religione ed invochi un aiuto divino affinchè vada tutto bene, ti cospargi di acqua santa, accendi ceri da sant’Acacio a santa Zita. E in cuor tuo, non solo ti auguri di uscirne vivo, ma quasi speri di mantenerti nella mediocrità, perché sai che altrimenti la prossima volta le iatture si moltiplicheranno.
E poi si domandano perché uno per andare in gara si sposti di almeno 500 Km.

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